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martedì 1 novembre 2011

Fumata nera per il Super-Ecopass La decisione slitta a venerdì

In base a quanto si è appreso l’impianto complessivo è stato accolto e condiviso dall’esecutivo di Palazzo Marino. Restano ancora in sospeso i capitoli dedicati alle agevolazioni per i residenti e per i veicoli commerciali.

Milano, 1 novembre 2011 - Nuovo super-Ecopass: ancora un nulla di fatto. Il pedaggio antismog è stato introdotto ormai quattro anni ora il Comune intende trasformarlo in una Congestion charge, con una tariffa unica a 5 euro per tutti i veicoli. Doveva essere la seduta decisiva ma la Giunta Pisapia non è andata oltre una fumata nera: tutto rinviato a venerdì, quando avverrà la decisione sul provvedimento che entrerà probabilmente in vigore, in forma sperimentale, dal 16 gennaio 2012. In base a quanto si è appreso l’impianto complessivo è stato accolto e condiviso dall’esecutivo di Palazzo Marino: tariffa di 5 euro nei giorni feriali per tutti i veicoli non ecologici e divieto di accesso al centro per i diesel euro 3. Restano tuttavia ancora in sospeso i capitoli dedicati alle agevolazioni per i residenti e per i veicoli commerciali.

Sul tavolo resta la proposta dei 40 ingressi gratuiti all’anno (e successivo sconto a 2 euro a entrata) per chi abita in centro e, sul fronte delle categorie professionali, della libertà di parcheggio per i veicoli commerciali. Eppure su questi due terreni potrebbero ancora emergere aggiustamenti in corsa: dipende se a spuntarla da qui a venerdì sarà la linea del rigore propugnata dall’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran o quella più disposta alle aperture del suo collega alle Attività produttive Franco D’Alfonso

[www.ilgiorno.it]

lunedì 24 ottobre 2011

TRASPORTI. Milano, il Comune incontra le Associazioni dei consumatori per un piano di mobilità

Il Comune di Milano ha, finalmente, avviato le consultazioni con le Associazioni dei consumatori per attivare al più presto un piano efficace per la mobilità cittadina, per ridurre l'inquinamento e la congestione della città. Adusbef, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codici, Confconsumatori, Lega Consumatori, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori esprimono il loro apprezzamento, ricordando che da tempo chiedevano un incontro con il Comune poiché la situazione di Milano diventa sempre più difficile.

Analizzando i risultati e le possibili modifiche di Ecopass, le Associazioni sono d'accordo sulla necessità di legare i temi della decongestione urbana al servizio di trasporti svolto da ATM, con "un approccio che tenga conto delle aree periferiche e dell''hinterland, poiché solo offrendo alternative concrete a tutti gli utenti del trasporto pubblico, si può disincentivare l'uso dei mezzi privati". Le Associazioni propongono anche la realizzazione di un "progetto di monitoraggio, in grado di misurare tutti i costi e i benefici di Ecopass, compresi quelli amministrativi, in termini di risparmio nell'attraversare la ZTL, di maggior affidabilità del trasporto pubblico locale e di benefici ambientali come qualità dell'aria e inquinamento acustico.

Si ribadisce, inoltre, "la necessità di un piano complessivo sulla mobilità finalizzato ad incrementare i parcheggi di corrispondenza e scambio destinati capaci ad raccogliere il traffico che proviene da fuori, i collegamenti pubblici alle principali stazioni delle metropolitane, le corsie riservate al trasporto pubblico."

Tra le altre proposte delle Associazioni all'Amministrazione comunale ci sono:

  • la destinazione esclusiva delle entrate derivanti da un eventuale neo-Ecopass ad investimenti sulla mobilità sostenibile;
  • la creazione di un soggetto terzo, espressione anche delle associazioni dei cittadini, dedicato a monitorare finalità, qualità ed efficienza di tali investimenti;
  • l'introduzione di integrazioni tariffarie che consentano ai cittadini di utilizzare più tipi di mezzi di trasporto pubblico senza maggiori aggravi economici e l'incentivazione della mobilità alternativa ( l'allestimento di parcheggi per le bici private, la creazione e il raccordo di piste ciclabili e l'estensione di servizi come car sharing e bike sharing in un'area più ampia del centro città) .
[helpconsumatori.it]

sabato 22 ottobre 2011

Bike sharing, Milano e Torino pedalano in Europa

Che agli Italiani le biciclette piacciano è un dato certo: nel nostro Paese ce ne sono circa 30 milioni. In numeri assoluti siamo sesti al mondo, dopo Cina (450 milioni), Usa (100), Giappone (75), Germania e India (63). Un conto però è averle, un altro è usarle: quanti italiani utilizzano effettivamente le due ruote per gli spostamenti quotidiani? La risposta arriva da un’altra top ten, decisamente meno gratificante, che riguarda i Paesi a più alta motorizzazione del mondo: qui l’Italia si classifica quinta, vantando - per modo di dire - una media di 600 autovetture ogni 1000 abitanti

Come spiegare questi dati così discordanti? Forse, quello che manca nel nostro Paese è una gestione della mobilità urbana che miri a contenere l’utilizzo dell’auto privata in favore di forme di trasporto diverso, come il servizio pubblico collettivo, il car sharing e il bike sharing. La situazione, come rilevava a settembre 2010 un rapporto realizzato da Legambiente, non è delle migliori: negli ultimi anni il trasporto pubblico non è stato utilizzato quanto avrebbe potuto, le isole pedonali non sono aumentate e le zone a traffico limitato si sono addirittura rimpicciolite.

Un quadro desolante che presenta però un’eccezione: il bike sharing. Il servizio di condivisione pubblica delle biciclette, seppur a piccoli passi, sta continuando infatti a crescere. Abbiamo provato a fotografare la realtà di questo fenomeno, che attualmente raggiunge 150 comuni, per un totale di quasi 7000 bici che viaggiano per le vie delle nostre città. All’incirca la metà dei 117 capoluoghi di provincia hanno già avviato il servizio, che però si estende anche a realtà più piccole. Un esempio su tutti quello di Savigliano, cittadina in provincia di Cuneo, che può vantare il rapporto più alto tra biciclette a disposizione e residenti: sono 26 ogni 10.000 abitanti.

Il bike sharing in Italia è gestito principalmente da due società: Bicincittà, di proprietà dell’azienda torinese Comunicare Srl, che fornisce il servizio a 61 comuni e C’entro in bici, fondata nel 2000 da Fulvio Tura, che ne serve 95. La prima utilizza il sistema elettronico, detto di seconda generazione, dove il prelievo avviene tramite una tessera su cui sono registrati i dati dell’utente; la seconda si serve invece del sistema meccanico, o di prima generazione, in cui la bicicletta viene sbloccata tramite una chiave. Tra le eccezioni c’è Milano, che nel 2008 ha affidato la realizzazione di BikeMi alla multinazionale americana della pubblicità Clear Channel, nota per aver servito Stoccolma, Barcellona e Rennes. L’azienda si è occupata di fornire il servizio di bike sharing e di avviarlo, ottenendo in cambio la gestione di centinaia di spazi pubblicitari sparsi per la città: per capirci, è lo stesso metodo usato da Parigi e Londra.

«In Italia i fiori all’occhiello per la mobilità alternativa sono Milano, Torino e Brescia», spiega Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility, associazione che si occupa di mobility management e sostenibilità. Il capoluogo lombardo vanta la rete più sviluppata, con circa 2000 biciclette disponibili (ma si conta di arrivare presto a 3600) e 120 stazioni (qui l’obiettivo è quota 201). Il servizio ha attecchito in città fin dalla sua inaugurazione nel dicembre 2008, e nel 2010 contava già 13.000 utenti attivi. "Per il nostro bike sharing ci siamo ispirati alle grandi realtà del Nord Europa", afferma Pierfrancesco Maran, assessore alla mobilità del Comune di Milano. "A Copenhagen, per esempio, il 75% delle persone utilizza la bicicletta per gli spostamenti. Sappiamo che questa soglia non è facilmente raggiungibile, ma cerchiamo di pensare in grande». Milano si piazza al terzo posto tra i capoluoghi di provincia per rapporto tra biciclette disponibili e abitanti, con 14,9 mezzi ogni 10.000 abitanti, dietro soltanto a Brescia (20,9) e Lodi (19).

[Valerio Bassan e Elisa Zanetti, www.linkiesta.it]

lunedì 17 ottobre 2011

Blocco del traffico a Milano: ecco le nuove norme

L’assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran questa mattina (14 Ottobre 2011) ha informato la Giunta sulle nuove misure per il contenimento dell’inquinamento atmosferico, che saranno inserite in un’ordinanza del Sindaco Giuliano Pisapia. Il nuovo provvedimento sostituirà quello adottato lo scorso gennaio dalla precedente Amministrazione.

L’ordinanza si articola in due fasi.

La prima conferma il divieto della circolazione dei veicoli più inquinanti (auto diesel fino all’ Euro 2 e benzina Euro 0; ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli a due tempi Euro 1 e, se a gasolio, Euro 0 ed Euro 1) tutti i giorni dalle 0 alle 24. L’entrata in vigore di questa misura è anticipata però al 7° giorno consecutivo – anziché al 12° – di superamento della soglia di 50 microgrammi per metro cubo dei livelli di Pm10, in almeno una delle centraline di rilevamento Arpa a Milano (Pascal, Senato e Verziere). Cambia l’applicazione delle domeniche di blocco totale del traffico: diventeranno domeniche programmate, una volta al mese, con calendario definito in anticipo e concordato con i Comuni dell’Area urbana per promuovere la cultura ambientale e una migliore vivibilità di Milano e dell’intero territorio (la prossima domenica senza auto sarà, con grande probabilità, il 20 novembre).

La seconda fase prevede ulteriori restrizioni alla circolazione che scatteranno al 14° giorno consecutivo – anziché al 18° – di superamento della soglia di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10. Queste le misure:

- divieto di circolazione all’interno della zona a traffico limitato “Cerchia dei Bastioni”, dalle ore 7.30 alle ore 19.30, da lunedì a sabato non festivi, per tutti i veicoli a eccezione di quelli dei residenti. E' prevista una finestra oraria dalle 10 alle 12, valida in tutti i giorni feriali per i veicoli destinati al trasporto merci;

- divieto di circolazione su tutto il territorio comunale già previsto nella prima fase per motocicli, tricicli, quadricicli ciclomotori a due tempi Euro 2, e dei veicoli alimentati a gasolio Euro 3.

Sono state approvate anche altre misure per contrastare le polveri sottili prodotte dal riscaldamento degli edifici e dalle combustioni incontrollate all'aperto:

- il divieto di mantenere aperti in modo permanente gli accessi dall’esterno agli ambienti riscaldati di edifici, anche in presenza di dispositivi che limitino l’afflusso di aria fredda dall’esterno per contribuire a minimizzare i consumi energetici durante la stagione invernale;

­- il lavaggio delle strade straordinario, limitatamente nelle aree di cantiere durante l’emergenza.

L’assessore Maran auspica che a breve le misure emergenziali vengano superate da un pacchetto di interventi concordati su scala metropolitana.

[fonte: Milano Oggi Notizie]

lunedì 10 ottobre 2011

Introduzione al Tavolo


Il “Tavolo Aperto sulla Mobilità Responsabile a Milano e Hinterland” nasce dall'esigenza di individuare un'idea comune di mobilità responsabile.
La sua nascita é stata concepita prendendo a riferimento i principii di trasparenza e partecipazione condivisa, che dovrebbero essere alla base della scelta politica democratica, ma che politicamente vengono, purtroppo, affrontati solo dal Movimento 5 Stelle.
Il confronto aperto é la capacità di comunicare e ascoltare, rapportato ad un'entità più grande del singolo cittadino. É il meccanismo che eleva la massa e la trasforma in organismo sociale, che si interroga e si risponde, ed aspira responsabilmente al Bene Comune.
Ebbene, nel forum, proprio a questo confronto aperto ci indirizziamo, per garantire l'assenza di interessi individuali e per restituire importanza alla partecipazione civica, Valore così difficile da trovare e che stride coi “valori” del consumismo e dell'individualismo così diffusi nella nostra società.
Nell'ambito del Tavolo, grande importanza rivestono i concetti di “apertura” e “responsabilitá” che dovranno caratterizzare il forum.
Il primo intende richiamare la valenza universale della discussione, perchè, proprio in quanto Bene Comune, è Diritto di ognuno potervi partecipare, indipendentemente dall'appartenenza politica, dal credo religioso, dal sesso, ecc., ma per il solo motivo di essere Cittadino.
Il secondo concetto (responsabilità) sottende il Dovere del Cittadino nei confronti della società, cioè nei confronti dei Diritti degli altri Cittadini, primo fra tutti il Diritto alla Salute.

Obiettivo e metodo
Il forum ha come obiettivo la raccoltà del maggior numero possibile di interventi da parte di tutti i partecipanti, che potranno fornire proposte e ricette per risolvere la questione mobilità nella Grande Città Metropolitana, facendo lo sforzo di individuare anche possibili fonti di finanziamento per le proposte avanzate sia in prima persona che da altri partecipanti.
Il Tavolo affronta 8 temi principali, che si possono trovare nella colonna di destra. Per ciascun tema, i partecipanti possono "postare" le loro proposte nello spazio sottostante la corrispondente introduzione.
In un secondo tempo, tali proposte saranno poi ordinate per categorie di intervento e si passerà alla fase di voto per decretare qual é l'indicazione dei cittadini, relativamente a ciascun tema.
Per agevolare il lavoro di ordinamento, i partecipanti al dibattito sono caldamente invitati a sottoporre le rispettive proposte suddividendole direttamente in punti.

Documenti di riferimento per la discussione
Nelle consultazioni referendarie di giugno, il quesito milanese “per ridurre traffico e smog” (che trovate qui) ha avuto il 79% di preferenze.
Questo dato é imprescindibile e costituisce un buon punto di partenza per il Forum.

Fondamentali per la riflessione, sono poi le relazioni sulla mobilità elaborate dai Gruppi 5 Stelle che potete trovare qui a sinistra, con una loro sintesi generale.

Poi, vi é il riferimento ai punti del "Progetto Mobilità a misura di persona" del M5S-Milano, da cui i partecipanti al Forum potranno trarre utili spunti.

Infine, un invito a prendere visione degli "Altri documenti" riportati, disponibili in rete, che possono ampliare l'orizzonte delle proposte dei partecipanti al Tavolo.