A Milano, ATM gestisce 31.439 posti auto in aree di sosta e 19 parcheggi di interscambio, con altri 14.944 posti.
Gli altri parcheggi urbani, dai grandi multipiano alle semplici autorimesse, sono invece qualche centinaio.
Quasi tutte le strade ospitano parcheggi, sia a pagamento, sia liberi, sia per residenti.
Se
per lunghe soste 4/8 ore i parcheggi di interscambio sono veramente
appetibili, per brevi soste (una o due ore) questi perdono il confronto
con le aree di sosta in città, perchè il costo del parcheggio esterno,
sommato al costo dei mezzi per raggiungere la destinazione e la
scomodità derivante dall'utilizzo dei mezzi pubblici, risultano
preponderanti.
In questo
bilancio, scarso peso viene attribuito alla spesa da sostenere per il
maggiore consumo di carburante per circolare in città, dato che di
questa l'automobilista non ha percezione immediata come quando paga un
biglietto.
Inoltre, se i
parcheggi urbani fanno capo ad una società (tramite convenzioni con
silos o attraverso possesso diretto all'interno della propria sede) che
li concede come benefit ai dipendenti, il discorso ne esce rafforzato e
ben si comprende come la questione economica diventi irrilevante.
D'altro
canto, occorre considerare che, allo stato attuale, i parcheggi di
interscambio non sarebbero sufficienti per fronteggiare un improvviso
cambio di tendenza di una grossa parte di automobilisti. Questo a causa
soprattutto delle miopi politiche sulla mobilità degli ultimi decenni,
che hanno privilegiato la costruzione di nuovi parcheggi in città,
aprendo cantieri infiniti, che continuano a devastare le abitudini e i
rituali cittadini.